22 nov 2016

TRABANUSH (TRAPANI) E I SUOI DINTORNI SECONDO I GEOGRAFI ARABI


Con queste parole Al- Idris, geografo arabo alla corte di re Ruggero, nel XII secolo, racconta Trapani e la sua economia. “Trapani, città delle primitive e antichissimo soggiorno, giace sul mare che la circonda d’ogni lato, entrandosi se non per un ponte dalla parte di levante. Il porto è sul lato meridionale; porto tranquillo, senza movimento: quivi un gran numero di legni sverna sicuro da tutti i venti, rimanendovi cheto il mare mentre fuori imperversano i flutti. In questo porto si prende una quantità strabocchevole di pesce; vi si tende anco di grandi reti al tonno; si trae similmente dal mar di Trapani del corallo di prima qualità. Dinanzi la porta della città giace una salina”.

Nell'epoca che precedeva la prima Crociata Trapani non era il porto della· Sicilia occidentale in° cui approdava il più grande numero delle navi venienti dalla Tunisia e da altri paesi dell'Africa settentrionale. Come lo dimostrano molti documenti della geniza, 'il grande tesoro di documenti letterarii e commerciali arabo­ebraici scoperti nel Cairo, il porto principale della Sicilia occidentale era nell'undicesimo secolo Mazara del Vallo.

Molte delle lettere commerciali ivi trovate, delle quali la più grande parte risale alla seconda metà dell'undicesimo se­colo e all'inizio del dodicesimo secolo, si riferiscono alla esportazione di merci siciliane da Mazara, per esempio all'esportazione di seta e· di prodotti di seta. Secondo queste lettere le navi tunisine prima di veleggiare verso Alessandria sovente visitavano Mazara. 

Però dopo la conquistai della Sicilia dai Normanni Mazara decadeva, mentre Trapani diventava· uno scalo importante . A quell'epoca risale la prima descrizione di Trapani che ha valore di un documento storico importante. È la descrizione della città che troviamo nella famosa opera geografica di al­Idrlsf.

Questo testo ha anzitutto il merito di essere la prima esposizione degli aspetti geografici-­fisici della città nell'epoca medievale. Trabanush ­ così veniva la città chiamata dai Musulmani ­ è circondata dal mare d'ogni lato, ma presso la Porta d'Oriente v'è un ponte che la collega con la terraferma. Il porto si trova sul lato meridionale della città. Ecco una raffigurazione accurata di Trapani, che allora era separata dalla terraferma da un canale di acqua, che correva fuori del muro orientale (ove oggi è la Via del XXX Gennaio), lungo la attuale Via Palmerio Abate. La Porta Orientale è certamente la stessa porta che veniva chiamata nel basso medioevo Porta Vetus e si trovava dal lato meridionale della attuale Prefettura.

Dopo aver dato rilievo ai vantaggi del porto di Trapani, ove le navi trovano un sicuro rifugio durante le tempeste del mare, Al-­Idrisi parla dell'importanza della pesca nel mare vicino a Trapani. Si pescano grandi quantità di pesce e anzitutto di tonno, che viene catturato con grandi reti. Di più si pesca ivi corallo di eccellente qualità. Infine, presso la porta della città giace una salina. Trapani è anche il centro di una estesa e fertilissima regione agricola. Nella città v'è un grande mercato e i mezzi di sussistenza sono abbondanti. 

Questo testo è un prezioso documento per la storia economica di Trapani, perché veniamo a sapere che fin dall'inìzio dell'epoca normanna (e forse prima) la pesca del tonno e del corallo erano settori importanti della vita economica della città. La relazione di Al-Idrisi viene confermata dal viaggiatore ebreo-­spagnolo Benjamino di Tudela, che visitò la Sicilia vent'anni più tardi. Anche lui parla della pesca del corallo nel mare di Trapani.

Un altro testo che parla di Trapani è la relazione di un viaggiatore musulmano che si fermò nella città quattro mesi, dal dicembre 1184 alla fine del marzo 1185. La sua relazione dunque una testimonianza oculare e poiché l'autore, lo spagnolo Abu tl­I:Iu Mnharnmad b. Abmad Ibn Djubair, era un buon osservatore, la sua descizione di Trapani è un altro documento storico di gran valore. 

Il viaggiatore arabo­spagnolo, che tornato dal pellegrinaggio alla Mecca e da un percorso dell'Irak e della Siria, venne a Trapani per imbarcarsi su una nave genovese alla volta della sua patria, a Valencia. Anche lui dà rilievo alla strana configurazione della città che è circondata dal mare da tutti i lati e collegata soltanto da un lato con la terraferma, ove quest'ultima è molto stretta. Però Ibn Djubair descrive anche le mura di Trapani che sono bianche come una colomba.

Come al­Idrisf espone che la città è al centro di una ricchissima regione agricola e dice che per questa· ragione i prezzi (cioè degli alimentari) sono ivi bassi. Ma il viaggiatore spagnolo fa anche spiccare che il traffico nel porto di Trapani è intenso. Le partenze e gli arrivi di navi che vanno in Tunisia e vengono da questo paese sono pressappoco continue e le navi degli Italiani che veleggiano verso la costa africana sono solite di visitare prima Trapani. In altre parole, Ibn Djubair de­" scrive Trapani quando già era diventata uno scalo importante del traffico nel bacino occidentale del Mediterraneo. La nave sulla quale partì da Trapani per la Spagna era accompagnata da un'altra, anche essa genovese, 'e presso Favignana incontrarono una terza nave genovese.

(di Eliyahu Ashtor)

Per saperne di più: 
http://www.trapaninostra.it/libri/Biblioteca_Fardelliana/La_Fardelliana_1982_n_2-3/La_Fardelliana_1982_n_2-3-04.pdf

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