22 nov 2016

I FRATELLI FARDELLA DI TORREARSA


Il Marchese Vincenzo Fardella di Torrearsa: Il primo Presidente del Senato del Regno d’Italia

Vincenzo Fardella , 6° marchese di Torrearsa, era il maggiore dei tre fratelli (Giovan Battista ed Enrico). Nato a Trapani il 16 luglio 1808, rappresentò una figura di primo piano nella Rivoluzione siciliana. Scoppiata l'insurrezione nel 1848, fu chiamato a far parte del governo provvisorio in qualità di presidente del Comitato delle finanze, e nel marzo fu eletto presidente della Camera dei comuni.

Fu lui a dichiarare decaduta la dinastia borbonica e ad offrire, con voto del Parlamento, il trono vacante di Sicilia al Duca di Genova, figlio secondogenito di Carlo Alberto.

Dopo lo sbarco dei Mille a Marsala, egli fu chiamato da Cavour al Consiglio di Luogotenenza della Sicilia.Nel 1861 nominato Prefetto di Firenze, fu il protagonista nel delicato ed impegnativo compito di trasferire la Capitale del Regno da Torino a Firenze, in seguito fu nominato ambasciatore del regno d'Italia presso Svezia, Norvegia e Danimarca.

Dopo la presa di Roma nel 1870, venne eletto primo Presidente del Senato nella sede di Palazzo Madama e mantenne tale carica fino al 1874, anno in cui, quasi settantenne, pose fine alla sua carriera politica. Trascorse gli ultimi anni tra Trapani e Palermo, coltivando con impegno studi storici e socio-economici, che si concretizzarono nella stesura dei “Ricordi sulla Rivoluzione Siciliana degli anni 1848 e 1849”.  Completò l’opera poco prima della morte, così scrivendo: “... poso la penna e sento di farlo con la soddisfazione di non aver in nulla volontariamente mentito o nascosto il vero.” A Lui è stato intitolato il Liceo Scientifico di Trapani.

Il fratello Giovan Battista che ne supportò l'impegno politico , nasce a Trapani il 15 agosto 1818.
Studia presso l'Istituto dei Benedettini di Monreale. Frequenta i corsi di lettere e diritto. Studia francese ed inglese. Il 30 gennaio 1848 con i fratelli Vincenzo ed Enrico partecipa alla rivolta antiborbonica. È nominato "Commissario di guerra". Dopo la restaurazione è in esilio. Sarà a Marsiglia, Genova, Pisa e Bologna.

Nel maggio del 1860 alla notizia dello sbarco dei garibaldini a Marsala, insieme ad alcuni compagni parte per la Sicilia. Vengono bloccati da una nave borbonica e condotti a Gaeta. Rientra a Trapani nel luglio del 1860. Fu eccellente sindaco di Trapani dal 1865 al 1869. Ad esso è dedicata la maggiore arteria cittadina, nella città nuova.

Durante la sua sindacatura venne approvato il piano di ampliamento della città di Trapani, redatto dall'ingegnere Giuseppe Adragna Vairo e messo in esecuzione dal 1869 dall'ingegnere Giovanbattista Talotti, appena nominato direttore dei lavori dell'ufficio tecnico comunale.

Nell'ambito delle trasformazioni previste dal piano, la più importante era costituita dall'espansione di Trapani verso Est, lungo la direttrice dell'antica strada dell'Annunziata, secondo un impianto a scacchiera che - a cinta muraria abbattuta - avrebbe prolungato la moderna città borghese fino ai piedi del monte di Erice.

La sua salma, dopo la morte avvenuta il 23 marzo a Palermo, rientra a Trapani il 10 aprile 1881.
Il monumento che si trova nell'esedra della Villa comunale reca la seguente iscrizione:
Al Cavaliere Giov. Battista Fardella di Torre Arsa memori delle sue patriottiche e civili virtù i concittadini XXVI Marzo MDCCCLXXXV Quarto anniversario della sua morte

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